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Il contenuto è importante ma…la forma…

<<Facebook incoraggia lo sproloquio narcisistico, i video e PowerPoint hanno sostituito i vecchi temi scritti accuratamente a mano e gli sms hanno disidratato il linguaggio tanto da farlo diventare «una stenografia desolata, inaridita e triste» (come sottolinea sconsolato John Sutherland, professore di inglese allo University College of London). Si prospetta dunque un’era di analfabetismo? L’americana Andrea Lunsford non ne è così sicura: Lunsford è professoressa di scrittura e retorica alla Stanford University, dove ha creato un gigantesco progetto chiamato “Studio sulla scrittura” per valutare il livello della prosa degli studenti>>.

La Lunsford ha analizzato quasi 15.000 testi scrtti dai suoi studenti in un lustro (dai compiti in classe, alle email, fino ai blog e alle chat). Cosa ne è venuto fuori? Ne è venuto fuori che i giovani di oggi scrivono molto più di qualsiasi altra generazione precedente! Dunque le nuove tecnologie, il web gli sms ci spingono a scrivere, scrivere, scrivere…

Ma quali sono gli effetti? Dipende!
Il team di Lunsford ha scoperto che i giovani di oggi scrivono quasi sempre per un pubblico. Ed il loro pregio maggiore è di capire che tipo di pubblico hanno davanti e riuscire ad adeguarvisi.  <<Gli studenti definiscono la buona prosa come qualcosa che ha un effetto sul mondo. Per loro, scrivere è persuadere, organizzare e discutere, anche se l’argomento è quale film andare a vedere. Gli studenti di Stanford sono risultati quasi sempre meno soddisfatti dei loro lavori di scrittura in aula perché il loro pubblico era rappresentato esclusivamente dal professore: non aveva altro scopo se non quello di ottenere un voto. E che dire del dibattito su quelli che usano abbreviazioni o smile per contaminare la scrittura accademica seria? Un altro mito. Quando Lunsford ha esaminato i lavori degli studenti del primo anno, non ha trovato un solo esempio di scrittura stile sms in un saggio accademico>>.

Oggi si esprime il proprio pensiero in uno spazio minimo: un aggiornamento di status su facebook o in twitter. Solo 10 anni fa ci sarebbe voluto un tema! Forse è giunto il momento di modificare il lavoro che si fa con gli studenti. Forse non serve più assegnare temi o tesine. Forse basta chiedere di dimostrare ciò che si è appreso a lezione in un modo nuovo: che ne so un filmato, un disegno, un sms, una scultura… e se si modificasse anche il saggio finale (quello della laurea di primo livello)?. Credo che su questo una riflessione sia d’obbligo…

Certo le forme di espressione stanno cambiando; ma una cosa non deve cambiare mai: la forma (intesa come grammatica!!). Quella sì che ci deve essere sempre!

Post liberamente ispirato e ripreso da quest’articolo di wired.it di Clive Thompson

5 Risposte

  1. Molto interessante! Beh credo che la “Sgrammatica” degli sms si possa giustificare per via del fatto che lo spazio per scrivere è abbastanza minimo, purchè ovviamente ci si renda conto che quel modo di scrivere è sbagliato. Le generazioni di oggi scrivono molto di più: verissimo, soprattutto grazie al successo dei blog e degli spazi sul web. Sembra quasi che condividere i propri pensieri con gente che non si conosce faccia sentire meglio che quando ci si confida con amici di sempre. La mia idea comunque è che bisogna difendere il vero modo di scrivere, la vera grammatica, che, come nella battuta finale di questo post “sì che ci deve essere sempre!!” :-D

  2. Salve a tutti.
    E’ vero, oggi scriviamo molto di più, ma non so fino a che punto possa giovare l’abitudine di utilizzare il linguaggio “abbreviativo”degli sms…secondo me il più delle volte si va incontro all’errore di grammatica, anche quando poi ci si ritrova a dover scrivere in maniera davvero corretta, ad esempio in un compito in classe, in occasione di un esame e non solo. Sono d’accordo con quello che dice luisa, ma purtroppo non sempre ci si rende davvero conto che “quel modo di scrivere” è scorretto, e mi riferisco soprattutto ai ragazzini più piccoli, dai 13 anni in su…

  3. Sono abbastanza d’accordo con Luisa: si scrive tanto ma si scrive male… Personalmente evito i neologismi e la morfologia da sms anche perchè spesso è causa di incomprensioni e malintesi.

    Prof. trovo molto interessante la nuova veste grafica del blog… complimenti anche per l’abbonameto a Wired rivista che leggo spesso anche se mi sono appena abbonato a “L’Uomo di Vogue”!!

  4. Esprimersi liberamente, scrivere in modo corretto. Che poi cosa vuol dire corretto? Che metto in fila parole giuste, senza un singolo segno di punteggiatura? E l’enfasi-espressione del discorso? Ne risente?
    Qualcuno ha mai pensato che il vero problema della scrittura sia la lettura?
    Stimolo, reazione, risposta.
    E’ stato dimostrato, che chi più legge meglio scrive.
    Ma soprattutto, quanto più sono ricchi i contenuti delle tue letture, tanto più sarà stimolante la tua conversazione.
    Io vorrei un facebook pieno di persone che non si preoccupano di scrivere dell’ultimo pettegolezzo appena sentito, o del loro ultimissimo pensiero delirante, ma magari commentino l’ennesimo telegiornale mal riuscito, poi l’ultimo libro letto, i ricordi dell’ultima volta che sono andati a teatro, e l’ennesima rivisitazione dell’ultimo pezzo dei Grandi: “Pink Floyd” Yeahaaaa (riproduzione riservata – sui telegiornali. Sui Grandi mi sono scomposto, è normale). Poi lo facciano anche sbagliando a scrivere, ma riordinando intanto in modo ecologico ed economico i loro pensieri. Non mi dilungo troppo sull’argomento.
    Al professore:
    Personalmente ho molto apprezzato il passaggio da esame orale ad esame scritto.
    Credo che sia giusto mantenere un approccio accademico di fronte al conseguimento di un obiettivo come: laurea, tesi, esame, domanda assunzione, etc…
    Perchè?
    Perchè, pensare che una persona giunga ad un livello di specializzazione settoriale avanzato , tale è l’università, e ancora non abbia lavorato sul modo in cui si esprime, negli anni della sua scolarizzazione; vuol dire contribuire al tipico garantismo italiano, per cui: “Se una cosa non la possiamo fare bene con pochi, allora abbassiamo il livello per tutti”. Esigere non vuol dire punire.
    Scrivere su un compito ufficiale, piuttosto, è un ottimo allenamento per chi ha le potenzialità del cultore della materia, ma manca di concentrazione e sintesi. Scrivere serve molto ad orientarsi nel chaos mentale quotidiano, nel quale naufraga la nostra mente. (Quando non affonda. Parlo per me)
    Me ne vado con una domanda.
    Credo che quando una persona sia preparata, lo sia e basta.
    Quante volte la commissione di esami avrà dato un bel voto per la semplicità di un compito e la sua efficacia espressiva con il dubbio latente della sua originalità? E quante volte avrà postdatato la valutazione di uno studente all’esame all’orale, trovando una persona da 30 ma che nel compito ha reso 23? Problemi di tempo? Sarà sbocciato all’improvviso, senza preavviso? Sarà che del compito scritto non gli importava niente, perché tanto sapeva di ritrovarsi all’esame orale? Sarà sfortuna, anche?

    Piccole e modeste opinioni, per grandi riflessioni.

    Cordialmente Orazio
    PS:.
    ed un fraterno in bocca al lupo ai miei colleghi. Chiunque essi siano.
    Non mollate mai. (segue una serie si smile e faccette inutili). :) :D XD.

  5. Orazio.Complimenti! bel commento. Per quanto riguarda la valutazione, questo è un tema spinoso…

    Personalmente ritengo che noi docenti non possiamo valutare la preparazione (non ne abbiamo il tempo, nè il sistema ce lo permette), ma soltanto la capacità dello studente di mostrare quello che ha studiato e che conosce. Ma ciò non è da ritenersi una cosa negativa. Infatti, nella vita (soprattutto in un colloquio di lavoro) non ci valutano su ciò che sappiamo ma su ciò che riusciamo a mostrare di conoscere. Dunque, anche in questo caso, la forma è importante, se non di più, quanto il contenuto…
    a presto.

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