Andate in un qualunque punto vendita (es. supermercato, salumeria sotto casa, panificio, bar, negozio di libri, negozio di elettronica di consumo, bancarella di un mercato, negozio di vestiti, negozio di musica, ecc.) e dedicate almeno 15 minuti ad osservare con attenzione quello che succede.
Poi scrivete una relazione di massimo 1800 battute di testo (una ventina di righe). La relazione dovrà contenere: la descrizione del punto vendita; la descrizione dei clienti presenti (numero, tipologia …); la descrizione dei comportamenti d’acquisto e di qualunque altro aspetto che riterrete utile.
N.B. la relazione potrà essere inserita come commento a questo post, oltre che inviata via email o portata in aula (la via preferita, come sempre, è il commento su questo blog).
Buon lavoro
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Salve a tutti,
non vorrei peccare di presunzione ma ho avuto abbastanza tempo per osservare i movimenti di un negozio in particolare dove ho lavorato per 4 mesi.
Sto parlando dell’Original Marines che si trova dentro l’Auchan di Misterbianco.
Il negozio copre un tutte le età da 0/3mesi alla XXL e adesso sta incrementando le sue vendite anche grazie alla nuova serie di accessori scarpe e pigiami.
In se il negozio oltre ai vari settori uomo,donna,bambino/a,neonato/a è suddiviso in sottocategoria dove l’elemento che differenzia è il colore,cioè mi spiego meglio:della stessa maglia fanno 3 colori diversi e vanno inseriti in 3 scaffali diversi.
Si cerca di appendere quasi tutta la merce almeno di un colore e il resto viene piegata in un determinato modo.
Inoltre una volta al mese veniva un superiore di Napoli a sistemare il negozio ma soprattutto le vetrine…
Si cambiano manichini,si affigge il nuovo cartellone o gli adesivi…
La scelta del vestito da fare indossare al manichino era sempre quell’articolo più venduto o quello che si doveva vendere perchè il magazziono era stracolmo(ma osservando le vetrine di altri negozi so che si può fare di meglio una vetrina è importante!!!)
I clienti
Di loro si potrebbe stendere un velo pietoso per lo più sono le cassiche famiglie siciliane dove la mamma si deve sbrigare a comprare prima che il marito perda le staffe.
Si cercava sempre di scegliere l’articolo con il prezzo più basso nonostante i costi del negozio sono bassissimi.
Il cliente viene soprattutto dalle zone adiacenti al supermercato quindi fatevi un po di conti…
In più erano moltissimi che chiedevano consiglio alle commesse e per esperienza personale si affidano completamente al parere di chi ci lavora…
Concludo dicendo che l’afflusso era concentrato di pomeriggio mentre di mattina nn c’era quasi mai nessuno.
Perdonami Desirèè…che significa “Il cliente viene soprattutto dalle zone adiacenti al supermercato, quindi fatevi un pò i conti…”???
Credo intenda dire che i consumatori appartengono ad una fascia medio-bassa,infatti, fa anche riferimento alla classica famiglia siciliana! Tuttavia il caso sembra un pò strano, mi riferisco alla ricerca del prodotto a basso prezzo: non credo che per risparmiare sull’acquisto del vestiario le famiglie vadano da Original Marines; esistono punti vendita molto più economici nella zona di Misterbianco!
Caro Simone, scusami…ma quale indagine dimostra che gli abitanti di Misterbianco appartengono ad una fascia medio-bassa???
descrizione del punto vendita:
Bar-Pasticceria-Tabacchi
descrizione dei clienti presenti: ceto medio
numero: 20-50 (15 min)
descrizione dei comportamenti d’acquisto e di qualunque altro aspetto che riterrete utile:
-1 cliente su 4 acquista qualcosa da mangiare al bar,
-1 cliente su 4 acquista cibo da asporto,
-1 cliente su 4 acquista anche o solo tabacchi(quasi tutti i clienti che acquistano tabacchi acquistano anche cafè),
-1 cliente su 4 entra e si fa offrire qualcosa!
buonasera a tutti,
oggi sono stata nel supermercato vicino casa,che frequento abitualmente, per cui ho avuto modo di osservare alcuni aspetti interessanti.
Innanzitutto il supermercato mira alla fedeltà del cliente,infatti mette a disposizione delle tessere per accumulare punti.
Girando fra i vari scaffali,ho notato di tanto in tanto le etichette colorate che segnalano i prodotti in offerta della settimana.A tal proposito ho visto che una parte dei clienti è maggiormente attratta proprio dai prodotti a basso prezzo,soprattutto se l’offerta dura pochi giorni(e questa cosa l’ho appurata in prima persona essendo io stessa cliente abituale…).Vi è poi una parte consistente della clientela che privilegia l’acquisto di prodotti di marca.Ad esempio yogurt come Danone,Yomo e altri sono di gran lunga preferiti rispetto a uno yogurt senza marca che costa molto meno.
Altro particolare:allo scaffale dei prodotti come merendine e roba del genere,sono perlopiù i bambini a invogliare i genitori all’acquisto, e la marca preferita il più delle volte è Kinder.Specialmente quando si tratta dei bambini le mamme preferiscono i prodotti di marca.
In generale,mi è sembrato che un pò tutta la clientela entra al supermercato con le idee già chiare su quello che vuole acquistare…
L’ultimo punto è fenomenale…
Auchan La Rena – Catania
La Madre di Famiglia: lei ha le idee chiarissime. Ha passato le precedenti 5 ore della giornata a studiare “il volantino”. Cammina prevalentemente nel corridoio centrale e osserva “le testate” come se di fronte avesse Raul Bova a dorso nudo. Le prende d’assalto il più delle volte senza accorgersi che a due metri, nel “corridoio” c’è un prodotto equivalente che costa la metà.
La scritta “Promozione” su di lei ha lo stesso effetto dei led luminosi sulle zanzare!
Il Padre di Famiglia: guarda con garbo e rispetto agli alimentari precotti. Se gli propongono alimentari biologici con stizza risponde “Grazie, ma non mangio alimenti biologicamente modificati“. Per contro è un vero segugio nel trovare lo stand del caffè! Luogo di ritrovo dei tanti mariti che hanno accompagnato le mogli che nel frattempo fanno rafting sulle testate.
Il suo habitat naturale è il “reparto tecnologico” (TV, Computer, cellulari, fotocamere). Assolutamente rapito dagli schermi al plasma. Ma cova il sogno segreto di impossessarsi di un transpallet e scorazzare per i corridoi.
L’unico approccio positivo con il “grocery” lo ha nel reparto vini, in cui assume una postura da vero sommelier e sostiene di sentire odori di corteccia essiccata mista a tabacco avellinese di contrabbando.
Alla fine, nonostante tutto, chiede alla moglie che birra c’è in offerta e ne prende una cassa.
Il bambino: riescono sempre a convincere il padre che QUEL gioco per la PS è serissimo e più adatto ad una persona adulta!
Salve a tutti,
Anch’io voglio scusarmi per la presunzione, ma possedendo due panifici non posso far altro che esaminare attentamente il comportamento di clienti in teoria acquirenti di un bene primario (e quindi di un acquisto semplice),che sono però in grado di renderlo alquanto macchinoso.
Si tratta di due semplici punti vendita che per locazione geografica e grandezza comportano la manifestazione di diverse situazioni:
- l’uno, situato in una zona circoscritta e quindi anche meno abitata, attrae clienti un pò ristretti, per lo più famiglie, consumatori di pane e biscotti per la colazione.
- L’altro, situato in centro ed attorniato da uffici e negozi vari, attrae invece una clientela piuttosto variegata che consuma anche tavola calda e conseguentemente bevande oltre che pane, pizza e biscotti.
Ovviamente il tutto è accompagnato esclusivamente dalla possibilità di poter parcheggiare il proprio veicolo senza problemi.
Infine, quando ho accennato al semplice acquisto di un bene primario tramutato in macchinoso, mi riferivo ovviamente al comportamento dei consumatori che forse non volendo cadere nella cosiddetta “dissonanza cognitiva”, il semplice pentimento dopo l’acquisto, si soffermano allora sulla forma, sul fatto che sia per i loro gusti troppo cotto o troppo crudo, se è appena sfornato o è già freddo e poi ovviamente non manca chi seguendo una dieta lo vuole integrale e chi invece è celiaco.
Insomma, ancora una volta possiamo notare come non sono solo le grandi imprese a dover adottare le strategie più appropriate per rispondere alle necessità dei propri clienti, ma anche una semplice attività commerciale di beni di prima necessità deve farlo per accogliere e mantenere la propria fetta di clientela.
davidonzo sei un grande…quella che hai descritto è la classica scena della famiglia siciliana alle prese con la spesa…gia vedo la scena…!!!
Ciao Emanuele,
avevo risposto alla tua domanda ma vedo che non c’è e non ho capito il motivo comunque non ho niente contro le zone limitrofe al centro commerciale ho parenti e amici che abitano in quelle zone ma ho esaminato l’ambiente e volevo dire che ti posso dire che se entri all’Original Marines di Misterbianco e poi in quello di via G D’annunzio la clientela cambia in una maniera abissale…
Dico che il tizio di Corso Italia che veste Gucci entra perchè sa che deve comprare,dove lavoravo io li dovevi convincere a spendere un euro perchè se gli offrivi la maglietta basica di € 8 ti chiedevano una cosa meno costosa.
Non erano tutti cosi ma è quello che vedevo nella maggior parte dei casi.
Inoltre per concludere e collegarmi al commento di Simone venivano molte persone analfabete mi chiamavano eschimo sacco a pelo o dicevano pil invece di pail e cosi via comunque il mio riferimento alla zona era per dire che il fatturato è diverso da quello di un altro punto vendita…
Non stavo insultando nessuno.
Secondo me si può andare oltre la famiglia siciliana
Lo studio del volantino è tipico della donna perchè è lei nella maggior parte dei casi a gestire il budget familiare. Spesso i volantini sono pensati di conseguenza.
Le testate attirano parecchio. Non posso svelare la fonte, ma ho visto dati sul circolante delle testate di un ipermercato catanese molto importante. Impressionante vedere quanto girano in un giorno testate che hanno prodotti che spesso non rappresentano il miglior rapporto qualità/prezzo.
L’Italia è ancora patriarcale (purtroppo). Basta vedere appena si è parlato di PAX cosa è esploso. La nostra struttura di famiglia regge ancora su dogmi che si riflettono nel nostro comportamento d’acquisto.
E’ la donna a decidere cosa mangiare, con cosa lavare i panni, se il mocio è da cambiare… Mentre l’uomo è interessato dai vini e non è un caso che il reparto relativo da un po’ di tempo sia stato ristrutturato in tutti gli ipermercati.
La scelta del vino è importante, spesso è un regalo e non sta bene che tale scelta venga fatta in un corridoio del tutto simile a quello dei detersivi.
Il comportamento d’acquisto è atto “sociale” e “pubblico”. Gli espertoni di marketing lo sanno e cercano di influenzare il nostro volere per svuotare i loro magazzini.
Le armi che usano si chiamano layout, display, merchandising, prodotto civetta. Basta conoscerli per evitare di farsi fregare, perchè come mi disse in privato uno che anni fa venne a fare quelle gigantesche presentazioni su “mega azienda X”, il marketing è solo cercare di vendere più che puoi
Complimenti Davidonzo… bellissimo commento…perfettamente coincidente con la realtà!Ahahah!!!
Davidonzo, ti sbagli.
Il Marketing non è vendere più che puoi. Se fai bene il marketing non ti devi preoccupare, perchè vendi da solo ed automaticaemente. Al massimo, con qualche forzatura, “vendere più che puoi” può essere un obiettivo di alcune imprese. Se le stesse imprese applicano il marketing come si deve non devono preoccuparsi, le altre devono fare i salti mortali.
Prima volta sul blog.
Salve Prof., quindi l’obiettivo finale del Marketing non è far vendere il proprio prodotto?
Nel mondo commerciale può esistere sempre il buon senso? Se si ha l’obiettivo di aumentare le vendite non è quasi ovvio provare in tutti i modi come farlo? Come il caso di “creare” un bisogno che non c’è o attribuire a un prodotto caratteristiche che non possiede.
Circa il buon senso: (cosa che succede soltanto in Italia) é giusto che gli spot pubblicitari che si riferiscono a giocattoli siano fatti negli spazi tra un cartone e l’altro, cioè in momenti in cui vi è la maggiore concentrazione di bimbi all’ascolto?
Le aziende per vivere devono fare profitto, per questo devono vendere e marginare bene.
In base al profitto si calcola il valore di un’azienda (bolle e derivati permettendo).
Il marketing è una mera attività di supporto. In auge in questo tempo dove il mezzo di comunizazione è a basso costo in rapporto a produzione / penetrazione (lode al www).
Tralasciando i libri e le belle teorie, il marketing ha come obiettivo far entrare nella testa del consumatore l’idea che l’azienda vuole trasmettere.
L’attività di marketing non crea coscienza, ma tenta di manipolarla.
E con questo non voglio dire che sia il male assoluto. Semplicemente non è quel gran bene che si vuole trasmettere, perchè come ogni strumento dipende dalle persone.
Facciamo tre esempi:
Apple: produce i migliori desktop e laptop del mondo. Come li pubblicizza? Fa le foto ai suoi prodotti.
Linux: il miglior kernel per gestione server del mondo (anche questo blog lo usa) e con ogni probabilità Linus Torvalds non conosce nemmeno il significato di marketing. Ciononostante trova finanziatori come IBM, HP e molti altri di spessore mondiale. Il suo kernel è alla base
McDonald: deve mettere i pupazzetti nei panini.
Quando il marketing fa spostare l’attenzione dal prodotto al messaggio, magari l’attività sarà pure aziendalmente lodevole, ma è eticamente da non condividere.
Ovviamente tutto IMHO.
Prima volta sul blog anche per me.
Descrizione punto vendita: Supermercato di medie/piccole dimensioni. Sono presenti diverse marche e diversi prodotti. I prodotti in promozione sono evidenziati da cartelli riportanti i prezzi a caratteri cubitali.
Dagli altoparlanti si diffonde della musica commerciale.
I dipendenti sistemano i prodotti negli scaffali, ma immagino mi guardino con diffidenza, quasi sospetto, visto che sono senza carrello e leggo con molta, forse eccessiva, attenzione le etichette e i prezzi di molti prodotti diversissimi tra loro.
(Immagino sia uno sguardo a cui il prof. Romano è abituato)
Descrizioni clienti: Essendo mercoledì pomeriggio devo dire che c’era più gente di quello che mi aspettavo, circa una trentina forse anche di più.
Forse proprio perché era Mercoledì non c’era molta gente col carrello da spesa ma la maggior parte aveva una cesta più piccola. Magari questi dovevano comprare solo alcune cose necessarie a breve termine e non la solita grande spesa del fine settimana.
La maggior parte dei clienti erano donne, c’era la signora in cinta, la madre con la figlia, e la pensionata accompagnata dal marito, il cui unico scopo forse era quello di caricare dal supermercato a casa i fardelli di acqua.
Non ho visto nessuno con la lista della spesa forse le clienti avevano già memorizzato e distrutto la lista o forse chi l’aveva la teneva ben nascosta, la prossima volta guarderò meglio.
Sbirciando nel loro carrello mi sono accorto che in molti hanno acquistato i prodotti in offerta, come i tovaglioli o la farina della famosissima “marca cavallo”; il latte sotto-marca di una nota impresa siciliana, in promozione.
Gli acquisti di prodotti noti sono limitati soprattutto ai bambini come la Nutella, gli yogurt o le merendine, confermo quindi quello che ha già detto Martina.
Anche la Barilla, che occupa una notevole parte dello scaffale, perde clienti a favore di altre marche, anche locali, a cui si attribuisce comunque una buona qualità nonostante il prezzo decisamente più basso.
Ad esempio azzarderei che il passaggio dalla Barilla ad Antonio Amato potrebbe essere reso più leggero dal fatto che il colore blu delle due confezioni è abbastanza simile.
Spero di aver fornito una descrizione quanto meno sufficiente.
Eventuali critiche costruttive e consigli sono graditi.
Bene Massi, ottimo esercizio
Mauro, l’obiettivo finale del marketing non è sempre far vendere più prodotto.
Ricorda: la vendita è un mezzo, non un fine.
Come ben sapete, l’obiettivo finale del MKTG dipende dagli obiettivi dell’impresa e dalla situazione di contesto. Massimizzare il fatturato non coincide mai con massimizzare il profitto. Molto più frequentemente di quanto si creda l’obiettivo di marketing è mantenere la quota di mercato attuale o aumentare la notorietà del prodotto o aumentare la fedeltà dei clienti che già si hanno, ecc. Nel caso in cui l’obiettivo sia fissato in termini di vendite o di quota di mercato, l’impresa, è vero, potrà fare di tutto per aumentare le vendite, e sicuramente proverà soluzioni molto diverse e varie se non avrà il giusto orientamento al mercato. Se, al contrario, farà il marketing come si deve, studierà il mercato e progetterà prodotti di conseguenza, adotterà il sense and response invece del make and sell, farà tutte le analisi del caso, non avrà bisogno di fare salti mortali o di provarle tutte per vendere, ma venderà automaticamente. La differenza fra un’impresa orientata al mercato e una che non lo è, non è data dal fatto che la prima ha scoperto come “impunere” i propri prodotti al mercato e l’altra no. La differenza sta che la prima produce prodotti che il mercato richiede quindi non ha affatto il problema di vendere, l’altra produce prodotti che dovrà cercare di “impunere” a chiunque. La prima prospererà e guadagnerà, la seconda, il primo anno potrà anche riuscire a vendere abbastanza, ma poi, proprio perchè il prodotto non è stato pensato per il consumatore, ma è stato pensato per costare poco e piacere un po’ a tutti, non riuscirà a far ricomprare a nessuno. L’importante non è vendere la prima volta un prodotto, quello con la forza vendita, le offerte e le promozioni riesce a tutti, l’importante è farsi riacquistare, ottenere la fedeltà. Questo deriva solo da un buon marketing. Inoltre, ricordalo sempre il marketing non crea bisogni, MAI!
Uscendo un pò dall’argomento principale del topic ho una curiosità che mi frulla da molto nella testa. Ho notato più volte negli anni che la Ferrero, nel creare nuovi prodotti, li insierisce nel commercio prima in altri stati e solo dopo in Italia. Ad esempio: conoscete tutti, o comunue basta vedere al supermercato, che da circa un anno sono stati introdotti i nuovi Ferrero Gardens, beh ho avuto modo di vedere che a Malta(e penso che lo stesso si sia verificato altrove)erano già presenti almeno 6 mesi prima,e da quest’estate è prsente un altro nuovo prodotto che qui non è ancora arrivato cioè il Ferreno Tonus( delle palline di caffè con cioccolato). Si tratta semplicemente di scelte di distribuzione o è probabile che vi siano delle motivazioni più consistenti? Pensando tra me e me mi sono data la spiegazione che forse in Italia hanno rilevato che gli amanti del dolce sono meno che altrove e quindi si preferisce “testare” i nuovi prodotti dove forse sono più apprezzati… Voi che ne pensate?
P.S. Scusatemi per qualche svista nella battitura…:-)
Le motivazioni possono essere molte: io pensavo anche a questioni legali…si sa in Italia siamo parecchio complicati da questo punto di vista, tra associazione dei consumatori, antitrust, bordellini vari…a volte l’iter per il lancio di un nuovo prodotto non è cosi facile. Chissà che a Malta non sia diverso e quindi è + repentina l’immissione di un prodotto nel mercato.
Si potrebbe anche considerare il fatto che Malta è una colonia inglese, che indubbiamente grazie alla forza della sua moneta soffre un tantino meno di noi la crisi odierna. Perchè bisogna prendere in considerazione anche questi aspetti: lanciare un prodotto (che sia premium o meno…) in un periodo di crisi nera…dove non si vede nemmeno uno spiraglio di luce col binocolo, non sempre è ideale, se non supportati da delle condizioni tali che assicurano la riuscita del lancio, o cmq la NON MALA CUMPASSA..
La mia analisi si è svolta in un negozio frequentato per lo più da donne: una profumeria.
Il locale è nuovo e luminoso, quasi rilassante.
Gli scaffali sono pieni di prodotti di tutti i tipi e di tutte le marche, dalle grandi griffe italiane e francesi ai prodotti più economici di imprese come la Procter & Gamble.
Sotto alcuni profumi si leggeva il cartellino colorato con su scritto “offerta speciale” che spesso attirava le più giovani, così come anche quelle signore che non avevano già un’idea precisa del prodotto da acquistare.
La clientela era quasi del tutto femminile (anche se non c’era molta gente), nell’arco di un’oretta ho visto entrare solo un uomo, quasi vergognato, con lo sguardo diritto si è subito avvicinato allo scaffale dei prodotti maschili, dove si è fermato per appena 5 secondi durante i quali avrà passato in rassegna tutti gli scaffali con una velocità impressionante, e sensa prendere nulla è andato via.
La scelta dei prodotti da acquistare è stata invece molto più lunga per le donne, vedevo alcune ragazze provare sul dorso della mano tutti i colori dei rossetti, un’altra ragazza teneva in mano un bel mazzatto di cartoncini per provare i profumi, mentre le donne o si facevano consigliare dalle commesse o parlavano tra loro magari per raccontarsi le proprie esperienze circa il tipo prodotto che stavano aquistando.
Anche qui non potevano mancare le famose ceste di prodotti in offerta (tutto 1 euro, tutto 3 euro), le signore non le attenzionavano molto, probabilmente per scetticismo, mentre ho notato che alcune ragazze vi rovistavano con curiosità, e in alcuni casi sceglievano anche uno di quei prodotti.
Alla cassa non c’era molta fila, ciascuna delle clienti poteva portare in mano al massimo 3 prodotti se ne avevano scelto uno molto costoso (come ad es un profumo), le più giovani sceglievano per lo più cosmetici di marche più economiche ( es loreal), alla fine la commessa dava alcuni campioncini e buoni spesa da spendere entro una determinata data.
Ferrero Tonus. Devo dire che non lo conoscevo come prodotto. Queste le info disponibili.
Ferrero commercializza tutti i prodotti principali (Nutella, Ferrero Rocher, Kinder, ecc.) in quasi tutti i Paesi.
Per quanto riguarda Ferrero Tonus, così come Ferrero Hanuta e Ferrero Noggy, sono prodotti e commercializzati da Ferrero Andes (in tutto il Sud America tranne Brasile e Argentina). Tonus si avvicina al Pocket Coffee, ripieno al caffè ma fuori come un Rochet.
Giudizio.
Le peculiarità dipendono sicuramente dalla diversità di abitudini di acquisto e consumo in quella parte del Sud America rispetto al resto del mondo. Dunque i Tonus nascono per una zona del mondo particolare ma ciò non toglie che se il prodotto va particolarmente bene possa in un secondo momento essere lanciato in altri Paesi.
Questo il sitoweb: http://www.ferreroandes.com/
Non avevo mai visto il sito Ferrero Andes..grazie per le utili informazioni!
Comunque solo per una questione di informazione, volevo dire ad Emanuele che da gennaio 2008 la moneta nazionale a Malta non è più la Lira maltese ma l’Euro
Luisa, si verifica lo stesso fenomeno all’interno di Algida(marchio per l’Italia di Unilever)… Basta pensare al Twister, gelato che in Italia è stato commercializzato negli anni passati al gusto Vaniglia-Cioccolato mentre in GB e in Irlanda è oggi venduto all’improponibile gusto di mela verde+limone+fragola
Buona giornata Gab
Salve professore.Stamattina,andando in salumeria, ho notato un avviso da parte della Galbani,rivolto ai consumatori, affisso nel bancone salumeria.L’avviso rassicurava i consumatori in merito ai fatti che la settimana scorsa hanno rigurdato Galbani;al dilà delle precisazioni per smentire quanto enfatizzato dalla stampa, ciò che mi ha colpito è stata la parte finale.Infatti nelle ultime righe sono, secondo me, sono
presenti tutti gli elementi su cui la Galbani punta da sempre per costruire il rapporto di fiducia con i suoi clienti: azienda storica,fortemente radicata nel terrritorio,che ogni giorno attraverso 1000 camioncini porta freschi i prodotti…. Mi è sembrato un interessante spunto di discussione per il nostro corso,per cui ho deciso di inserirlo sul blog.Magari questa mia riflessione è bagliata,per questo chiedo il suo parere.Grazie prof.
Ops…dovrò vedere di aggiornarmi!! Grazie per la dritta..
Ciao
Ciao a tutti,
io prendo la mia esperienza di due mesi in un centro tim, che è pure un punto 187, dove la clientela(qualsiasi tipologia)è per il 50% tim e per l’altro 50% telecom.
Della prima metà un 1 su 5 entra deciso per acquistare(ricariche, telefonini, ecc…) e non guarda altro, 1 su 5 per risolvere problemi vari o per lasciare il telefono in garanzia e 3 su 5 vendono solo per informazioni su promozioni o telefonini(insomma solo per guardare o per farsi un’idea sul futuro cellulare…che magari non compreranno mai o solo fra vari mesi)!!!!
Dell’altro 50% invece 1 su 5 entra per sostituire aladino, modem e oggetti vari oppure per richieste varie sulla linea, 4 su 5 (e qui arrivano i guai) entrano per lamentarsi sul servizio(bollette errate, richieste mai state considerate, linea non funzionante, ecc………) per il quale spesso loro(perché non ne hanno il potere) non posso far nulla(infatti consigliano di chiamare direttamente il 187).
Da questa analisi posso dire che il centro tim funziona bene, anche perché il personale ha tanta pazienza e ascolta i problemi di tutti senza mai lamentarsi spingendo la clientela a ritornare sempre(infatti molti sono clienti assidui). Invece il punto 187 esiste perché è l’unico in paese e per questo continua ad essere ‘operativo’.
Buona sera a tutti,
il punto vendita che ho scelto come oggetto d’analisi è “Sport System” un negozio di articoli sportivi molto conosciuto a Siracusa, è presente in due sedi entrambe poste in zone centrali della città, l’offerta di prodotti non presenta variazioni tra i due locali, ed è composta da un vasto assortimento di costumi piscina e mare(arena,speedo,adidas,varie), scarpe (nike,adidas,lacoste,etnies,Reebok,reef), Pattini(roces,rollerblade,varie), indumenti da palestra tra cui tute intere e spezzate(nike,adidas,Reebok,arena)indumenti casual t-shirt,pantaloni(etnies,lacoste,sundek,quik-silver,varie)accessori Palestra:guanti,cinture lombari, fasce polsi e simili;accessori nuoto:occhialini,palette,pinne;accessori tennis:racchette,palline,fasce; accessori e tavoli da ping-pong;accessori e cesti da basket, attrezzi da palestra (panche + cardiofitness).
-La grande parete dedicata al settore Scarpe mette subito in luce la loro rilevanza nei profitti del punto vendita, vendite più incidenti sul profitto sono appunto quelle riguardanti: scarpe( ricoprono circa il 55%), attrezzi(25%)seguiti da indumenti da palestra e casual(15%)ed in fine accessori(5%)
-Il target di clienti è tra i più vari, indipendentemente da sesso,età,altezza,peso(l’assortimento comprende doppie XXL, e scarpe fino alla 51ma misura) e posizione sociale con medesima frequenza di acquisto
-I principali concorrenti del punto vendita sono Miceli,Wimbledon, Cisalfa, considerando un più grande spettro di concorrenza, grande rilevanza nella competizione del settore scarpe è sicuramente da assegnare a footlocker per merito delle esclusive che detiene, concesse dalle diverse aziende.
-Il personale addetto alle vendite(di età compresa tra 20-35 anni) è suddiviso per settori (uno per ogni settore,ad eccezione del settore scarpe dove i commessi sono due) il punto vendita è organizzato da un dipendente responsabile che si occupa di vendite, controllo e gestione del personale, assortimento prodotti.
-negli ultimi anni, il sorgere di centri commerciali adiacenti ha influito negativamente sulle vendite ma non eccessivamente,da un punto focale annuo sono i periodi prefestivi che registrano un incremento delle vendite, da un punto di vista giornaliero i picchi più alti si registrano di norma la mattina dalle 11:00 alla chiusura per pausa pranzo e pomeriggio dalle 17:30 alla chiusura.
Volevo correggere la mia valutazione precedente(scusate):
<>
Della prima metà 3 su 5 entra deciso per acquistare(ricariche, telefonini, ecc…) e non guarda altro, 1 su 5 per risolvere problemi vari o per lasciare il telefono in garanzia e 1 su 5 vengono solo per informazioni su promozioni o telefonini(insomma solo per guardare o per farsi un’idea sul futuro cellulare…che magari non compreranno mai o solo fra vari mesi)!!!!
scusate volevo sapere come si scaricano le slides
Il punto vendita che ho osservato è una salumeria del Viale Mario Rapisardi. La cosa che più mi incuriosisce è che nonostante abbia un locale abbastanza piccolo sia sempre pieno di clienti ad ogni ora della giornata. Per questo motivo ho deciso di andare a osservarne più da vicino le dinamiche. Riguardo al posizionamento, sfrutta molto la presenza adiacente di un panificio dove può rifornirsi velocemente per poter poi offrire ai propri clienti un panino con affettati. Un altro aspetto che mi colpisce particolarmente è la diversità di prodotti offerti: andiamo appunto dai classici salumi, ortaggi e frutta, bevande fresche e latticini, ai tipici prodotti dei supermercati, cioè prodotti per la prima colazione (biscotti, cereali, marmellate, fette biscottate), e per gli altri pasti della giornata (snack e merende di ogni genere, pasta, sughi), ma anche prodotti per la casa e per l’igiene. Insomma si tratta di un mini-market che presenta sia prodotti di marca che di sottomarca.
Per quanto riguarda invece la clientela ho notato che si tratta buona parte di “clienti fidati”, cioè che si riforniscono sempre in questa salumeria piuttosto che andare altrove. È importante sottolineare, inoltre, la presenza a un centinaio di metri di un supermercato, che ovviamente offre una gamma di prodotti più ampia. Così ho chiesto al titolare della salumeria che influenza avesse questo “rivale” sulla propria clientela e lui mi ha risposto che molte persone preferiscono andare a comprare da lui per risparmiare tempo, soprattutto se intendono fare pochi acquisti.
Un altro fattore importante è l’orario di chiusura: mentre i supermercati chiudono alle 20.30, questa salumeria resta aperta fino alle 23.00.
Ed infine, negli ultimi 4 anni, i ricavi sono aumentati grazie all’apertura di un punto scommesse praticamente di fronte a questa salumeria. Infatti vi è la possibilità di assistere alle partite gratuitamente ed essendo trasmesse a un orario di pranzo o di cena, molte persone vengono un po’ prima per assicurarsi un posto e comprano un panino e una bevanda da consumare velocemente.
Buongiorno a tutti, prima volta sul blog..
Sono stata da Ibridi, negozio di abbigliamento e accessori, in gran parte handmade..carinissimo..(è in via s. Filomena, traversa di via Umberto) e ho studiato la clientela:è composta soprattutto da giovani donne, fascia di età 18-24. Molte sono clienti abituali, ho chiesto conferma al padrone di casa, e la maggior parte di loro acquista poco (1-2 prodotti per volta) ma frequenta il negozio con regolarità. Alcuni passanti si fermano a guardare la vetrina, confusi o incerti, senza entrare, forse a causa della posizione del negozio che si trova non nelle più frequentate vie Etnea o Umberto ma in una traversa; altri entrano e guardano, senza comprare. Molti guardano e acquistano.
Ho notato che i prodotti più venduti sono collane, orecchini e spille in plexiglas o bottoni, e in particolare gli articoli più semplici e nei colori scuri, viola e nero. Credo che i punti di forza del negozio siano la qualità dei prodotti e la loro unicità, infatti tutti, dalla prima spilla all’ultima gonna, sono pezzi unici o in serie limitata, inoltre i prezzi contenuti (pochi oggetti superano i 40 euro, molti costano intorno ai 5-10 euro), l’ambiente e la personalità del proprietario-creativo, che danno un senso di appartenenza. Indossare un accessorio ibrido non soddisfa soltanto un bisogno estetico, ma rappresenta un tacito e discreto segno di riconoscimento, è un piccolo indizio della propria personalità.
ps.come si mette un link qui in un commento?per farvi un’idea del negozio e per vedere se ho sbagliato qualcosa..posso prof?
http://www.myspace.com/ibridihandmadeshop
Cari Colleghi e Prof,
oggi ho osservato tutti i “movimenti” avvenuti all’interno del Discount Eurospin del mio paese. L’apertura di questo punto vendita è + che recente (circa 2 settimane) ed ha suscitato molto scalpore tra la gente, soprattutto per il rapporto Qualità-Prezzo, punto di forza del GRuppo EuroSpin(che ho riscontrato anche nel sito web del gruppo: http://www.eurospin.it).
Eccovi i “Fatti”:
- Ore 12.00 di Venerdì 24/10
- Affluenza: circa 40-50 persone
(ottima, visti orario e giorno),
di cui + del 70% donne
(soprattutto dai 50 anni in su), e qualche coppia (di età tra 55-70)
- Dall’osservazione fatta nessuno aveva liste della spesa, ma tutti i clienti badavano ai prodotti da acquistare in modo molto accurato (e a quanto mi è sembrato, origliando le discussioni, ne sembravano molto soddisfatti)
- Come detto la particolarità sta nella Politica dei Prezzi( veramente molto bassi rispetto alla media dei Supermercati fino ad ora presenti nel mio paese) nella Qualità e nella Varietà dei Prodotti, assolutamente NON di Marca (vedi Tre Mulini, Dolciando&Dolciando, Blues, Dexal, ecc..) ma apprezzati in maniera non indifferente dalla Clientela, vista anche l’affluenza nei giorni “caldi”(soprattutto il Sabato)
- Il Punto Vendita, spazioso e ben articolato, presenta scaffali con i prezzi messi ben in evidenza (scritta Nera a grandi caratteri su fondo giallo, nel contesto blu delllo scaffale) e, come già detto, un vasto assortimento in tutti i campi (ortofrutticolo, alimentare, casalinghi, ecc).
Spero di aver dato un buon contributo, a presto…
La descrizione a cui pongo la mia attenzione è un Ard-Discount sito in Catenanuova (En). Esso è l’unico supermercato presente in questo paese, si estende in una superficie di circa 200 mq, con circa 330 clienti al giorno, impiegando 4 operai: due addetti alla macelleria e due addetti alle cassa.
In circa 15 min sono passati dalla cassa 23 clienti e osservando la loro spesa si può notare che il carovita si sente sempre più pesante. Prima ancora di entrare nel locale si osservano molte persone ferme davanti alle locandine, affisse nelle porte scorrevoli di entrata e uscita, per visualizzare se vi erano presenti delle offerte su determinati prodotti. Entrati nel supermercato, i suddetti clienti, si informano se vi è ancora la disponibilità di qualche prodotto in offerta, perché già nella prima mattina della promozione molti prodotti già sono esauriti. Da qui 3 clienti su 5 chiedono il manifesto pubblicitario per fare una scelta più accurata di ciò che intendono acquistare cercando SEMPRE di risparmiare il più possibile, caso evidente di una coppia di anziani dove la moglie prende uno shampoo col prezzo di €1,64, ma il marito decide di prenderne un altro di €0,99. La spesa dei clienti che ho osservato è caratterizzata sempre da beni di prima necessità come: acqua, carne, pasta,olio, uova, vino, latte, sale e zucchero, ma anche da prodotti per utilizzo casalingo come: saponi, detersivi (marca “cavallo”) e altro. Solo una piccola percentuale di clienti acquistavano mangime per animali.
Le compre effettuate possono essere suddivise per fasce d’età:
- Bimbi: acquistano quasi sempre patatine, cioccolati, nutella, caramelle e lattine di coca-cola, salvo eccezione di una lista fatta dal genitore;
- Ragazzi: pasta, sughi pronti, patatine, bevande (limonate, coca-cola, etc.) e alcolici (birra, vodka, etc.).
- Anziani: pasta, passata di pomodoro, carne, fette biscottate, carta igienica, etc.
N.B. 5 clienti su 6 che hanno comprato la pasta preferiscono comprare la “Trevalli” anziché la Barilla.
Alla fine, quando i clienti si apprestano a fare la fila per pagare si inizia a sentire quel sottofondo di lamentele per il costo dei sacchetti di €0,05 a pezzo, ma la cosa ancora più interessante è notare che 2 clienti su 10 utilizzano il Bancomat per pagare i loro acquisti.
Salve a tutti, anch’io ho visitato un supermercato, anzi per dirvi la verità ne ho visitati un pò di più di uno. Essendo sposata e quindi dovendo fare quotidianamente la spesa ho unito l’utile al dilettevole.
Mi sono accorta che essendo stata in più supermercati, in quanto già io di mio non compro tutto ciò di cui ho bisogno in un unico posto ma cambio supermercato in base al prezzo di quel eterminato prodotto, reincontravo molte delle persone che avevo già visto nel supermercato di prima.
Poi ho notato un’altra cosa, abitando in un piccolo paese dove ci sono pochi supermercati e molte botteghe, mini market, la differenza della clientela: nel supermercato vanno un pò tutti, dalle donne agli uomini, invece nei mini market ho notato che c’è una predominanza di anziani soprattutto che abitano nella zone limitrofa, molti uomini e bambini. A sua volta ho notato la differenza di spesa: nel supemarcato si compra un pò di tutto, dal detersivi al latte e altri cibi; nel mini market invece le vendite più alte sono sui salumi e formaggi, e nelle bevande( soprattutto vino,
birra)
salve a tutti,
la mia osservazione verte sul confronto tra un ipermercato e una così detta “miccera” (mini market) di quartiere, procedo con la contrapposizione dei due punti vendita, analizzando entrambe punto per punto:
-DESCRIZIONE PUNTO VENDITA: ovviamente dimensione completamente agli antipodi, varietà di prodotti che nel mini market è ridotta allo stretto necessario;
-TIPOLOGIA DI CLT: quello che ho notato è stata la diversità di età delle persone che frequentano le due diverse tipologie di punti vendita, da un lato (ipermercato) abbiamo un target che va dai bimbi, ai 50-55 anni, dall’altro (mini) la fascia d’età è più alta infatti fatta eccezione per i “4″ bambini del quartiere che entrano per comprare lo snack del pomeriggio, e qualche casalinga alle prese con una necessità imminente, la clientela è per lo più anziana;
-COMPORTAMENTI D’ACQUISTO: la clientela dell’ipermercato è molto più attenta ai prezzi e per alcuni prodotti,data una maggiore convenienza è disposta a cambiare marca di riferimento, un’altra cosa che ho notato però è anche il legame ad alcuni marchi, che sono quelli che non mancano nell’80% dei carrelli come:Barilla,Coca cola o Pepsi, Mulino Bianco… Nel mini market invece il prezzo a parità di prodotto è notevolmente più alto, questo sicuramente a causa del diverso potere contrattuale nei confronti dei fornitori dei due punti vendita e dalla disponibilita del clt anziano o comunque di coloro che hanno un’esigenza imminente,(data la difficoltà di spostamento),a pagare un prezzo più alto.
Il punto vendita con relativi clienti che ho deciso di osservare è il supermercato Maxisidis che si trova in via G. D’Annunzio a Catania. Situato in un punto strategico perchè attorno vi sono diverse banche, uffici, altri negozi e due facoltà universitarie. La zona è ben servita perchè ci sono delle fermate nei tragitti di autobus tra i più affollati. Quello che più si apprezza è la pulizia, l’ordine, la freschezza dei prodotti e l’armonia dei clienti e degli impiegati. Indistintamente chiunque entra prende il volantino. Resto stupita dal fatto che in pochi hanno il carrello formato famiglia! guardando meglio mi accorgo della numerosa presenza di professionisti, pensionati e studenti.
Si ha fortunatamente la possibilità di far una “spesa veloce”, perchè parecchi insaccati sono gia pronti e pesati.
La spesa del professionista comprende sempre l’insalata, latticini e salumi (Uomo), la prof.sta Donna ha nel carrello almeno un alimento light; in entrambi i carrelli sono presenti confezioni max bidosi e quasi tutto di marca.
Dello studente: piatto pronto, salumi, carne e prodotti per la colazione, mentre la maggior parte degli anziani non esce senza pesce e frutta.
La madre di famiglia è quella che impiega più tempo, in ogni scaffale sfoglia il volantino e sul carrello non tutti i brand sono famosi, ad esclusione dei prodotti per bambini. Stranamente in due carrelli ho notato la presenza di pizze surgelate. Nessuno tra i presenti ha la pasta barilla nei carelli. In pochi si soffermano nel reparto “cura della persona”.
quasi tutti preferiscono la coca-cola. La maggior parte comprano l’acqua che è in offerta. Il pane è poco venduto, sicuramente si preferisce ancora il panificio.L’unico inconveniente del negozio è la forma, arrivando alla cassa non c’è un corridoio che ti riporta all’entrata se hai dimenticato qualcosa!Alla cassa richiedono una fidelity card, ossia, una raccolta punti per regali… questa è anche una strategia! Offrono il servizio della spesa fino a casa e una cassa è quasi addebita per questo. 1 persona su 5 paga con bancomat.
Cari colleghi anch’io ho svolto questo esercizio, sono stato in un grande negozio di arredamenti, che espone tra le migliori marche presenti sul mercato, dalle cucine con la migliore tecnologia affiancata ad una migliore gestione dello spazio, ai salotti con il massimo del confort, alle stanze da letto per coniugare relax e originalità.
Detto negozio è sito a Grammichele (il mio paese d’origine), ed è formato da un team giovanile, che quindi ha un’ottima volontà di imprendere e di scommettersi, mettendo in campo tutte le risorse, umane, monetarie, know-how di cui dispongono.
Naturalmente e ciò lo si deduce, la tipologia dell’attività è rivolta ad un pubblico sopra i 25 anni o meglio a persone appena sposate o che desiderano aggiornare la propria dimora ed inoltre di persone che dispongono di un consistente budget, date le marche e la loro alta qualità e dato anche l’ottimo servizio offerto ai clienti.
L’obiettivo che si pongono i titolari è quello di fidelizzare il cliente, rendendogli una serie di servizi che lo mettano in condizione di farlo ritornare al momento del rinnovo.
Saluti
Salve,
ritornando al tema delle canzoni e visto che il marketing è molto legato al marchio coca cola , vorrei proporre la canzone “Bollicine” di Vasco Rossi
Francesco
Per svolger l’esercizio zono andato in un supermercato del mio paese.
Appena entrato ho notato la presenza due tipologie di consumatori:
1) Persone che lavorano e che hanno poco tempo per fare la spesa e spesso la fanno in modo distratto e continuando a lavorare con il cellulare. Queste puntano alla rapidità degli acquisti, quindi sono più attratti dalle marche che ritengono sinonimo di qualità e anche perchè i prodotti di marca sono più in evidenza sugli scaffali e non ci vuole tempo per cercarli. Queste persone tendono ad acquistare cibi già pronti o di facile preparazione, hanno una forte propensione ad acquistare cibi surgelati e preferiscono i prodotti confezionati dei banchi frigo rispetto a quelli freschi del reparto salumeria.
2) I pensionati e le casalinghe che dedicano più tempo alla spesa, ricercano i prezzi più bassi e leggono le etichette dei prodotti al fine di raggiungere il miglior compromesso tra prezzo e qualità. Acquistano prevalentemente cibi freschi e la loro spesa tende a essere molto varia, in particolare le casalinche acquistano prodotti per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia.
Un’altra cosa che mi ha colpito è la presenza di persone che non abitano nella prossimità del supermercato. Ritengo che questo sia dovuto al fatto che il punto vendita è situato in una zona di passaggio e che offra ai clienti il servizio del parcheggio riservato, utile a chi lavora e a poco tempo a disposizione.
Per svolger l’esercizio sono andato in un supermercato del mio paese.
Appena entrato ho notato la presenza due tipologie di consumatori:
1) Persone che lavorano e che hanno poco tempo per fare la spesa e spesso la fanno in modo distratto e continuando a lavorare con il cellulare. Queste puntano alla rapidità degli acquisti, quindi sono più attratti dalle marche che ritengono sinonimo di qualità e anche perchè i prodotti di marca sono più in evidenza sugli scaffali e non ci vuole tempo per cercarli. Queste persone tendono ad acquistare cibi già pronti o di facile preparazione, hanno una forte propensione ad acquistare cibi surgelati e preferiscono i prodotti confezionati dei banchi frigo rispetto a quelli freschi del reparto salumeria.
2) I pensionati e le casalinghe che dedicano più tempo alla spesa, ricercano i prezzi più bassi e leggono le etichette dei prodotti al fine di raggiungere il miglior compromesso tra prezzo e qualità. Acquistano prevalentemente cibi freschi e la loro spesa tende a essere molto varia, in particolare le casalinghe acquistano prodotti per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia.
Un’altra cosa che mi ha colpito è la presenza di persone che non abitano nella prossimità del supermercato. Ritengo che questo sia dovuto al fatto che il punto vendita è situato in una zona di passaggio e che offra ai clienti il servizio del parcheggio riservato, utile a chi lavora e a poco tempo a disposizione.
Salve a tutti…
il luogo che ho scelto per l’analisi dell’atto di acquisto è un punto vendita Euronics situato ad Aci Sant’Antonio attaccato ad un supermercato Standa.
Il punto vendita è stato aperto circa sei mesi fa: la posizione è sicuramente strategica in quanto è l’unico rivenditore di prodotti di elettronica della zona ed è quindi vantaggioso per coloro che vivono nelle zone limitrofe e che prima si sarebbero dovuti recare in posti più lontani.
Il fatto che sia attaccato ad un supermercato è sicuramente positivo: nella mia osservazione ho rilevato che circa l’ 80% di coloro che sono entrati nel supermercato, sono poi entrati anche da Euronics e viceversa. Il punto vendita tratta elettrodomestici, TV e Video, Hi-Fi, Telefonia e Computers.
Gli acquisti a cui ho assistito sono stati per lo più di piccoli elettrodomestici, per la maggior parte in offerta e tutti concentrati in una fascia di prezzo tra i 20€ e i 150€.
Solo un soggetto si è recato lì per effettuare una spesa superiore ai 300€, acquistando un computer.
Gli acquirenti erano per lo più giovani compresi in una fascia d’età tra i 20 e i 40 anni e in prevalenza di sesso maschile.
Sicuramente il fatto che questo punto vendita non sia di dimensioni al pari degli altri, ma più piccolo, fa sì che molti preferiscano effettuare i grandi acquisti in punti vendita più grandi e con maggiore disponibilità di prodotti.
Buona serata a tutti!!!!
Salve a tutti;
il luogo che ho scelto per l’analisi è il supermercato SISA sotto casa mia; è situato in una posizione strategica in quanto è in periferia e non vi sono rivali nelle vicinanze, quindi può permettersi di alzare i prezzi quel tanto che basta a renderlo conveniente rispetto allo spostarsi (con l’auto obbligatoriamente) in un altro market; Sisa è un punto vendita che tratta prevalentemente prodotti di marca ma abbina ad essi un ampia gamma di prodotti a marchio commerciale evidenziandoli come le offerte del giorno; inoltre si inserisce anche nel mercato della salumeria, della macelleria e dei panifici in quanto al suo interno presenta tali punti vendita, mettendo così il cliente nella condizione di trovare tutto ciò che necessita in un solo punto vendita e sopperendo anche ad un suo limite di spazio, non essendo molto esteso; vanta un’affluenza di circa 30-35 persone ogni 30 min.; i clienti sono prettamente donne, nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 65 anni; la spesa media di un cliente è di circa 25 euro; inoltre è molto attivo per quanto riguarda la pubblicità, effettuata tramite la distribuzione nel quartiere di volantini raffiguranti le migliori offerte del momento; sicuramente trae un enorme vantaggio competitivo dal suo posizionamento detenendo una sorta di monopolio a livello di quartiere.
Buona giornata!!
Salve a tutti,
per poter svolgere l’analisi ho scelto come punto vendita il supermercato Eurospin del mio paese Aci Sant’Antonio. EUROSPIN è uno dei più grandi discount italiani che vanta più di 700 mila punti vendita e la sua fase di espansione non sembra cessare. Dalla mia osservazione ho notato che il target di clientela del supermercato sono donne dall’età compresa tra i 25-60 anni, ma molto elevata è la presenza di intere famiglie soprattuttto nel weekend. La formula vincente di tale discount è stata l’associare l’alta qualità dei propri prodotti con prezzi più bassi rispetto alla concorrenza, anche se non ho mai notato una campagna pubblicitaria mirata a persuadere il consumatore circa la qualità del prodotto, pur presendandosi come un brand “sconosciuto” sul mercato.Sicuramente, anche in relazione alla mia esperienza personale, ciò che ha giovato a tale marchio è il passaparola, basato sulle similarità notate da tali prodotti con quelli tradizionalmente conosciuti. Ho notato che i prodotti maggiormente oggetto di acquisto sono quelli alimentari e di igiene della casa, mentre meno attenzione viene posta ai prodotti di igiene personale e di cura, in quanto molti consumatori compresa me, preferiscono prodotti il cuo marchio, solitamente storico, è associato ad elevata qualità come ad esempio NEUTRO ROBERTS,DOVE, NIVEA, L’OREAL ecc…Cioè marchi che vantano un elevato livello di fiducia da parte del loro target di riferimento..Un’impressione particolare è stata la minor propensione all’acquisto da parte dei clienti, nonostante i prezzi sono in media più bassi del 30-40% rispetto alla concorrenza, sicuramente dovuta dalla crisi generalizzata di questo periodo.
Un’altra caratteristica da me notata è sicuramente il minore livello di servizio fornito al cliente, infatti la disposizione dei prodotti negli scaffali non segue lo standard tipico degli altri supermercati, ad esmpio prodotti come la pasta o i latticini sono lasciati negli scatoloni. Ma ovviamente questa è la caratteristica tipica di un discount, in quanto diminuendo il sevizio al cliente può abbattere i costi e di conseguenza aumentare la scala della vendita.
Buona Domenica.
DESY
Salve a tutti… Io invece per svolgere l’esercizio ho deciso di mettere a confronto 2 negozi situati nello stesso luogo: centro commerciale Belvedere (Auchan) in prov.di Siracusa, ma con caratteristiche estremamente differenti. I negozi in questione sono: Pimkie e Sasch.
Descrizione punto vendita:
Pimkie – è un negozio non molto grande, magari non molto conosciuto per la sua marca (per lo meno qui in italia,perchè all’estero va molto forte), ma i suoi punti di forza sono i colori vivaci presenti in negozio, l’intensità delle luci, la divisione all’interno del negozio di abiti in base ai colori e al genere,…
Sasch – il negozio è molto più grande, conosciutissimo per la sua marca, è caratterizzato da una luce molto soffusa, pareti nere e dispersione all’interno del negozio.
Descrizione dei clienti:
Pimkie – I clienti per l’80% sono ragazze dai 13 ai 35anni, ma il restante 20% è caratterizzato anche da signore più grandi. La tipologia di ragazze che frequenta questo negozio è vastissima perchè è possibile trovare abbigliamento e accessori di qualunque genere, soprattutto a prezzi accessibilissimi ed è per questo che il negozio in quasi qualunque momento della giornata è pieno di clienti
Sasch – Il numero di clienti è molto ridotto, spesso il negozio rimane vuoto per ore ed ore. Per lo più è frequentato da ragazze/signore di un certo livello, dati i prezzi non accessebili a tutti e poi a mio parere l’atmosfera non attrae molto la clientela
Descrizione comportamenti di acquisto:
Pimkie – Il rapporto della clientela si basa molto sulla fiducia che si da alle commesse, molto disponibili e non assillanti. Il cliente si sente a suo agio e respira aria di casa
Sasch – Le commesse sono molto gentili, ma in un certo senso è come se si facessero gli “affari loro” e quindi il cliente spesso da un occhiata ai vestiti e va via.
Questo esempio l’ho riportato per vedere come un negozio anche non di marca conosciutissima riesce a fare elevati guardagni e ad attrarre molti clienti non solo per i prezzi accessibili,ma per tutto ciò che gli gira intorno (ambiente,atmosfera,commesse,etc…).
Una buona domenica a tutti!!!!
Il punto vendita da me osservato è il supermercato SCA di Adrano(CT), situato in una zona centralissima del paese, via Cappucini. Ha all’esterno un ampio parcheggio che lo circonda, raggiungibile da più strade.
La location,ottima,viene inoltre sfruttata mettendo sulle ampie vetrate manifesti. Rosso è il colore preminente,con sconti e prezzi bassi,osservabili dalla strada.
All’interno (circa300mq) il percorso è volutamente orientato: ANDATA (scuola, merendine, pasta, frutta, salumeria) e RITORNO (acqua, cola, deodoranti, snack e patatine alla cassa). Ampia è la gamma di prodotti delle marche importanti posizionati in bella vista,ma non mancano i prodotti senza marca con provenienza per lo più italiana.
Ogni reparto ha dei manifesti che scendono dai soffitti,con personaggi di Madagascar 2 nel reparto merendine,coppie sedute in salotto nel reparto pasta e cappellini e pipistrelli vicino alla cassa dove è situato un bancone con addobbi e caramelle in promozione, visto la vicinanza alla NOTTE DELLE STREGHE (così afferma uno slogan affisso alla parate).
Il personale:
tutti i reparti hanno un responsabile con maglietta rossa con colletto bianco, che durante gli orari di minor affluenza (8-9 /15-16) “mettono a nuovo” gli scaffali, riposizionando i prodotti mancanti;
alla cassa solo donne di età superiore ai 30 anni ma meno di 60(ovvio il motivo..contano soldi)!
I clienti:
il numero, tenendo conto dell’ora, 18.30, e del giorno, venerdì, è di circa cinquanta persone con flussi di entrata e d’uscita costanti;
Tipologia:
per lo più donne con fascia di età intorno ai 40 anni; a seguire uomini della stessa fascia di età, con bambini a seguito, esigua la presenza di anziani (forse perché nella zona poche sono le case abitate da gente anziana che invece abita nella zona più alta o in viuzze più interne);
i clienti che frequentano il supermercato possono essere posizionati in una fascia di reddito media: molti sono dipendenti o hanno un’attività propria (questo lo si è osservato sottoponendo i clienti ad un questionario e conoscendo personalmente alcuni di loro).
Comportamento d’acquisto:
nel reparto merendine non si guarda molto ai prezzi ma alla marca, con i prodotti pubblicizzati che nonostante siano gli unici a prezzo pieno sono quelli più scelti. Lo stesso vale per le bevande.
In salumeria e in macelleria, invece, si cerca sempre il prodotto in offerta; tra detersivi e piatti di plastica si cerca invece una via di mezzo, non controllando spesso il rapporto peso-prezzo. Non manca infine lo snack preso prima di pagare (con un po’ di sorpresa quelli che acquistano maggiormente questa tipologia di prodotto sono più i papà o comunque gente adulta).
Grande impatto hanno i prodotti in offerta che spesso sono utilizzati come prodotti “civetta”. Tra questi:
galbanino da 1kg, dash, il grana padano e le lamette gilette.
Questi ultimi sono quelli più presenti nei carrelli della spesa che sempre pieni escono nel parcheggio, nonostante in giro si senta parlare di crisi, la gente spende senza far troppo peso all’euro..(dimenticando molto spesso di ritiralo dal carrello).
Salve a tutti,
la mia attenzione e analisi si soffema su un negozio di elettronica e articoli da regalo con le marche piu’ esclusive del settore ,che gli offrono maggiore visibilita’ sul mercato!
In quindici miniuti ho osservato che la clientela è stata abbastanza variegata:dal ragazzino che cerca il lettore mp3 di ultimo grido alla nonnina in cerca del regalo per le nozze dei nipoti!Ho notato,piu persone interessate all’elettronica,che ormai è di largo consumo,rispetto agli articoli da regalo, settore piu’ particolare.
La fascia di età da 11 a 25 anni è piu’affascinata da prodotti elettronici nuovi anzi nuovissimi, di ultimo grido e a tutte le loro caratteristiche,attenzionando i prodotti in quel momento sottocosto. Non interessandosi piu’ di tanto all’articolo da regalo.
La fascia di età 25 a 40 anni sono stati interessati dall’elettronica, ma con minore interesse escludendo i patiti; qualche coppietta inzia a vedere gli articoli da regalo per una futura lista nozze!
La fascia di età 40 a 65 anni si avvicinano all’esposiazione dei telefonini solo perchè quello ‘vecchio’ si è rotto, non interessandosi alle caretteristiche ma soprattutto alla semplicita’;le donne scelgono il regalo da fare o ad un’amica,o alla zia ecc… riflettendo per poi fare la ‘giusta’ scelta!
Tutte le fascie di eta’ sono accomunate da un fattore comune(ad esclusione della signora che vuole un prodotto specifico quindi non guarda il prezzo): comprare un prodotto cercando di rispiarmiare, approffitando delle promozioni,
e inoltre avvalendosi delle finaziarie che sono diventete il mezzo di pagamento piu’ diffuso per le famiglie italiane.
Salve,
il negozio che ho scelto di esaminare vende prodotti di erboristeria e cosmetica naturale, all’interno del settore erboristeria –dietetica –parafarmaceutica, provenienti da aziende diverse (L’Erbolario, Planter’s ecc) e strategicamente acquista prodotti dell’una e dell’altra marca per rispondere alle molteplici esigenze della propria clientela e di quella potenziale, tutto ciò in considerazione di una superficie espositiva non molto estesa .
La disposizione dei prodotti negli scaffali predilige quelli dell’Erbolario, infatti è presente nei ¾ della prima delle 2 stanze del negozio.
La fascia di prezzo è medio-alta.
l’Erbolario in particolare cura molto il packaging infatti dispone di confezioni regalo coloratissime, piene di fiori e animali.Inoltre ogni acquisto è quasi sempre corredato da campioncini omaggio di altri prodotti, di solito creme per il corpo, per il viso, profumo, bagnoschiuma o shampoo che hanno un alto valore aggiunto.
La prima fase dell’analisi dei clienti credo debba riguardare la distinzione tra acquirenti e consumatori, infatti spesso queste figure non coincidono:
dell’80% delle donne , il 70% acquista per sé e il 20% per conto di altri
del 20% degli uomini , la metà acquista per sé e metà per conto di altri
Questo ha rilevanza nella misura in cui quando si entra e si acquista per altri si sa già cosa acquistare e quindi non perde tempo né chi compra e neppure chi vende.
L’età degli acquirenti all’incirca varia da 15 a 70 anni ma la tipologia di consumatori sono definite dalla divisione della gamma dei prodotti:
per la bellezza del viso :uomini e donne adulte
Bioecocosmesi :principalmente le donne
Il giardino dei piccoli linea per bimbi
Linea casa principalmente utilizzata dalle donne
Una ulteriore distinzione è tra
1.chi conosce già i prodotti da acquistare perché ne ha provato il campione gratuito ricevuto in qualche acquisto precedente o da un amico oppure perché è già un cliente acquisito, e
2.chi non li conosce affatto ma entra incuriosito dai prodotti sapientemente esposti in vetrina e dai mini cataloghi esposti al di fuori del negozio oppure chi li conosce grazie al passaparola e si approccia per la prima volta alla gamma di prodotti.
C’è poi il cliente che
A.è frettoloso negli acquisti ( perché ha messo l’auto in doppia fila o perché ha altre cose da sbrigare) di solito non è disposto ad ascoltare qualsiasi suggerimento perché ha altro cui pensare
B. chi invece ha tempo da perdere o ritiene che quello dedicato alla scelta dei prodotti per la cura del proprio corpo non sia tempo sprecato.A questi la titolare può proporre dei prodotti nuovi ovvero nuove fragranze (logica di innovazione dell’azienda produttrice) che fa provare sui cartoncini prova.
Naturalmente diverse sono le combinazioni e le risposte del titolare alle diverse esigenze dei clienti.Ho notato che l’elemento comune della strategia di vendita è il sorriso della titolare e la disponibilità ad ascoltare pazientemente qualsiasi richiesta, anche quelle non esattamente chiare e convinte, e che io considero elementi chiave in una fase iniziale di politica di customer care.
Importante è pure il fatto che la titolare è attenta a ricordare le fragranze preferite dai suoi clienti e quindi li indirizza, anche in caso di nuove, su quelle a loro più congeniali ( per esempio aspre o dolci) inoltre è molto discreta e valuta attentamente chi ha necessità di un suo parere e chi no.Comunque ho rilevato che nel’80% dei casi si usciva dal negozio con un acquisto e nel 100% col sorriso in bocca.
Salve a tutti. Il punto vendita che ho deciso di analizzare è “Expert Papino” situato all’interno del centro commerciale i “Portali”. E’ uno dei locali più grandi situato in prossimità di uno dei 4 ingressi della struttura maggiore e pertanto in una posizione non troppo centrale ,ma di nicchia. Expert si occupa della vendita di grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature audio-video, telefonia e informatica. Nonostante dichiaratamente si occupi di ciò, in realtà ho potuto osservare nel locale la presenza di scooter oltre che di giocattoli, note stonate per un’attività del genere. Forse è il tentativo di allargare il target obiettivo alle fasce più giovani. Il locale è situato all’interno di un centro commerciale e pertanto è una delle tappe dei “turisti dei Portali” anche se,come ho potuto osservare nei miei numerosi pellegrinaggi, è quasi mai stracolmo (6-8 persone soprattutto uomini). La maggior parte entrano unicamente per osservare e quasi mai per acquistare, scoraggiati forse da dei dipendenti che non disdegnano di girare a largo dai clienti soprattutto da quelli che si soffermano per lungo tempo su una stessa categoria di prodotto con sguardo interessato a tutte le piccole sfumature tecniche dando pertanto l’impressione di capirne molto di più di loro stessi “experti”. I prodotti sono collocati all’interno del locale in ordine da sinistra verso destra crescente di attrazione per un uomo e decrescente per una donna come quasi a voler dividere moglie e marito. Gli acquisti registrati da me nel tempo di osservazione hanno un modico valore e sono soprattutto accessori e mai davvero prodotti funzionanti da sé. I volantini con le offerte sono disseminati ovunque. L’impressione finale che se ne ricava è quello di un punto vendita puramente dimostrativo e destinato inevitabilmente alla chiusura se non facesse parte di un’ampia catena commerciale. Spero di essere stato abbastanza analitico e preciso.
Francesco La canzone coca cola di vasco rossi più ché al marketing fa riferimento alla coca ina…!
Salve a tutti,
Oggi ho visitato un supermercato, precisamente “gemar superstore” (affiliato “standa supermercati”) della mia città. Il supermercato è costituito da 4 corridoi e 5 casse. Entrando nel supermercato, alla mia destra, ho potuto notare i prodotti disposti nel primo scaffale, indovinate cos’erano? caramelle e cioccolatini!!!..e dulcis in fundo percorrendo tutto il primo corridoio potevi finalmente arrivare agli scaffali contenenti i beni di prima necessità (quali salumi,formaggi e ortofrutta).Un fattore che ha attirato la mia attenzione è stato il prezziario, che non era il semplice foglio di carta magari colorato, sul quale vi era affisso il prezzo, ma invece era un prezziario digitale. Quasi alla fine della mia “passeggiata” al supermercato ho notato lo scaffale dei detersivi per piatti, notando che questo era diviso in 7 parti e cosa strana proprio nell’ultimo scaffale in basso c’erano i prodotti di sottomarca , quelli quindi con un prezzo inferiore!. Spero di essere stata di aiuto. saluti.
Buonasera a tutti,
il punto vendita che ho scelto è Euronics sito all’interno di un centro commerciale.
Le dimensioni del negozio sono notevoli circa 4000 mq.
All’interno viene effettuata una divisione in reparti in base alle tipologie di prodotti(TV ,PC , elettrodomestici),riconoscibili tramite grandi cartelli appesi sopra.
Essendo domenica pomeriggio il punto vendita era abbastanza affollato,circa 200 persone(famiglie,coppie,ragazzi,anziani) così distribuite:
-La maggior parte,soprattutto ragazzi tra i 18 e 30 anni,erano situati nel reparto telefonia per richiedere informazioni e prezzi sui nuovi telefonini.
-Le coppie erano invece concentrate nel reparto elettrodomestici. La maggior parte guardava lavatrici e lavastoviglie e si soffermava sui prodotti in promozione,evidenziati da appositi cartelli con scritto “Sottocosto” .
-I bambini e i ragazzi fino ai 18 anni erano raggruppati invece nel reparto dei videogiochi dove tra l’altro si potevano provare,nelle varie postazioni demo(una per ogni marca) gli ultimi videogame usciti.
-Infine un altro reparto abbastanza frequentato era quello dei Pc. La tipologia dei clienti era abbastanza mista anche se erano soprattutto gli uomini a soffermarsi di più e a richiedere maggiori informazioni.
Volete sapere qual era il luogo meno affollato?LE CASSE…Infatti solo il 10% (forse anche meno)delle persone presenti ha acquistato qualcosa.
Grazie per l’attenzione e buona serata
buongiorno prof.re volevo chiederle se la prossima volta a lezione poteva spiegare il ruolo del marketing e come esso ha influenzato tutte le trattative riguardanti la questione “Alitalia”…
spero la domanda non sia fuoriluogo..
grazie
@ Davidonzo
“[...]il marketing ha come obiettivo far entrare nella testa del consumatore l’idea che l’azienda vuole trasmettere”
Il marketing ha come compito quello di ascoltare i consumatori, capirne i bisogni, le esigenze e poi provare ad ideare un prodotto che li soddisfi. Una volta l’azienda (orientata alle vendite) VENDEVA CIO’ CHE PRODUCEVA…adesso il consumatore non è + come una volta…è esigente. Di conseguenza il Marketing ha il compito di far PRODURRE all’azienda CIO’ CHE VENDERA!
Riassumendo caro Davidonzo…
IERI: VENDO CIO’ CHE PRODUCO
OGGI: PRODUCO CIO’ CHE VENDO
Questo è l’ABC del Marketing! Ragazzi scrivetevelo nelle mano, fatevene un tatuaggio…l’importante che non lo dimentichiate mai, se volete percorrere la via del Marketing!!!
A presto!!
Salve a tutti, volevo spezzare una lancia a favore dei dipendenti dei vari punti vendita Papino, nel senso che loro vivono nel terrore dei loro superiori in particolare ad Etnapolis, dove vige una gerarchia e un’austerità da fare paura, fanno tutto loro comprese le pulizie dei bagni!
Ciò premesso parlando in termini di prodotti, non manca proprio nulla, anzi forse c’è fin troppo dalle sottomarche alle marche principe con prezzi magari più alti rispetto ad un Mediaworld; a proposito di quest’ultimo se fate un pargone tra i due punti vendita del centro di etnapolis vedrete che da Papino si sentono volare anche le mosche ,per come è vuoto, mentre da Mediaworld anche se si tratta solo di folla (fudda e mala vinnita!)il Pdv è più movimentato! (Eppure un negozio Expert è molto più ordinato e luminoso a mio avviso).
Infine a proposito di comunicazione, nelle domeniche di dicembre 2007 mi è capitato di assistere (in quanto promoter) a pomeriggi dove i responsabili di Papino etnapolis per attirare l’attenzione dei clienti si attrezzavano di dj per vantare le varie offerte in volantino, limitandole all’esaurimento scorte presenti nei vari reparti, ed era sorprendente notare come la clientela alla descrizione del dj si affollava alla ricerca del prodotto in questione, e ne restava deluso se non lo trovava!Personalmente in vita mia non avevo mai visto nulla di simile, ma intanto era l’unico momento in cui il punto vendita aveva una discreta clientela, visto la qunatità di merce che in continuazione arriva in un negozio come questo!
Buongiorno a tutti, domenica sono stato nell’ormai noto parco commerciale “Le zagare”. Interessante è la sua posizione geografica: centrale rispetto a molti comuni dell’hinterland catanese e facilmente raggiungibile grazie alla recente costruzione dell’uscita “paesi etnei” della tangenziale di Catania.
Per queste ragioni il c.c. “Le zagare” gode di un vasto bacino d’utenza che risulta inoltre amplificato dalla presenza de “i portali”, che se da un lato garantisce un’affluenza maggiore alla zona dall’altro intacca i guadagni delle piccole botteghe attirando a se in un ambiente più accogliente e più di tendenza i potenziali clienti. L’iperspar interno a “le zagare” pare non risentire invece di questo effetto, attualmente rappresenta infatti il supermercato più fornito della zona.
Le Zagare attira un po’ tutta la famiglia offrendo svariate tipologie di prodotti e servizi. Si rivolge infatti a un pubblico adulto offrendo prodotti di consumo, di ferramente, di bricolage, vestiario uomo/donna, elettronica quindi computer, tv ed elettrodomestici, e ad una clientela più giovane vestendo il ruolo di punto di incontro, grazie ai numerosi bar muniti di posti a sedere dove poter gustare un caffè o addirittura consumare per intero un pranzo od una cena, e attraendola con molteplici negozi che trattano qualsiasi tipo di prodotto di interesse come ad esempio i capi sportivi, eleganti, intimi, prodotti di profumeria o erboristeria.
Le Zagare si prestano ad accogliere in un piccolo parco sorvegliato attiguo all’ingresso principale i bambini delle famiglie che preferiscono, magari per ragioni di tempo, fare la spesa velocemente e in tranquillità, ed offrono anche la possibilità nel supermercato di utilizzare dei carrelli dotati di simpatiche macchinine che attirano e non annoiano i bambini durante la spesa.
Forniscono anche come attrazione piccoli giochi meccanici per intrattenere i più piccoli durante una piacevole passeggiata familiare all’interno del centro commerciale.
Vi sono prevalentemente clienti fidelizzati che fanno assiduamente la spesa e che hanno la possibilità di accumulare dei punti fedeltà che prevedono una varietà di premi il cui valore è proporzionale alla soglia di punti raggiunta.
Interessante è inoltre capire come i consumatori effettuano le proprie scelte facendo la spesa; il volantino distribuito ormai in tutto l’hinterland e le frequenti promozioni sono sicuramente gli strumenti di maggiore effetto sulla donna che, essendo spesso colei che gestisce il budget familiare, va sul sicuro e sa già cosa deve acquistare, per certe cose non le interessa se il prezzo di un determinato prodotto è aumentato perché sa che si tratta di un prodotto di qualità. Infine è stato riscontrato che la maggior parte dei clienti effettua i propri pagamenti con carte di credito o bancomat.
Salve a tutti
Siamo Aurelio e Antonio
Oggi abbiamo scelto per la nostra analisi un supermercato.
Il punto vendita che abbiamo visitato è la SMA di via Milano (catania)
I dipendenti sono in tutto 6 e alcuni alternano i ruoli in base all’esigenze lavorative caratterizzate dall’affluenza della clientela e da altri eventi.
I potenziali concorrenti vicini sono: Sidis di via G.D’Annunzio, panificio-salumeria di viale Vittorio Veneto e la bottega di Piazza Corsica.
Durante lo svolgimento dell’analisi abbiamo notato che data la posizione geografica favorevole vi è un gran numero di clienti di diverse tipologie, dall’ universitario al pensionato. La percentuale più alta di clienti è femminile. La maggior parte dei clienti mirava all’acquisto di beni di prima necessità destinati ad un consumo giornaliero.
Vi era una vasta gamma di prodotti di diverse marche dalle più conosciute come Barilla che occupava un’ ampio spazio negli scaffali della pasta, ai prodotti lanciati dall’alleanza SMA-AUCHAN meno conosciuti ma che costavano fino al 30% meno dei prodotti di marca e in fine prodotti di aziende locali.
Girando abbiamo notato che molti clienti erano attratti da prodotti in offerta tra questi vi erano i prodotti SMA-AUCHAN non presenti nel volantino che si trovava all’ingresso del supermercato. Un’altra osservazione importante è quella di aver notato che all’ingresso vi erano scaffali occupati dai prodotti in offerta che suscitavo non poca attenzione nei clienti.
Ciao a tutti.
Il punto vendita da me analizzato è una cartolibreria vicino casa.
E’ grande circa 150 mq, vende tutto l’occorrente per la scuola e, nel periodo che precede l’inizio dell’anno scolastico, anche libri (nuovi e usati).
Inoltre si possono trovare pupazzetti vari ed idee regalo.
Nell’arco di tempo che ho dedicato all’osservazione richiestami ho notato che in media le persone presenti nel negozio sono state 10, per lo più mamme con bambini per l’acquisto dell’occorrente residuo per la scuola ( colori, righe, quadernoni ecc..).
Solo una persona era interessata all’acquisto di un regalo, due ragazze ritiravano libri nuovi prenotati alcuni giorni prima.
Ho notato che la spesa media è stata di 15,00 euro.
@ Emanuele: in primis un po’ di niquettes non ti farebbero male… Sarai pure assistente, ma strillare in faccia a qualcuno è sempre maleducazione, in quanto prima di professori, dottorandi e studenti, qualcuno dovrebbe mettersi in testa che siamo tutti persone.
Detto questo, basta leggere il tuo blog e le iniziative di marketing che glorifichi per capire che la strada che ha preso l’attività di marketing da un po’ di tempo a questa parte è ne più ne meno che buttare fumo negli occhi e cercare di attirare qualche malcapitato magari un po’ psicolabile.
La Jhonson & Jhonson per vendere i suoi prodotti fa andare in giro 5 ragazze a Sao Paolo che fingono di dormire nei “posti strategici” della città.
E vuoi venirmi a dire che non è vero che le aziende fanno di tutto per astrarre il loro messaggio dal prodotto per attirare l’attenzione su elementi in un mondo normale sarebbero nemmeno secondari?
All’esame aspettati che gli studenti dicano quello che vuoi, ma non offendere la mia intelligenza, oltretutto mostrando quel tono da arrogantucolo che ti assicuro non mi intimorisce nemmeno un po’.
@Davidonzo
“[...]in primis un po’ di niquettes non ti farebbero male… Sarai pure assistente, ma strillare in faccia a qualcuno è sempre maleducazione[...]”
Non credo d’aver alzato la voce, strillato o cos’altro…almeno che…hai un pc che riesce a tramutare le battiture di testo in messaggi vocali. Ho solo voluto contraddire quello che tu hai precedentemente affermato. Credo che essendo in un blog sia una cosa fattibile, oltre che ovvia, non credi? Siamo qui per dibattere e il dibattito è fatto di consensi e dissensi.
“[...]basta leggere il tuo blog e le iniziative di marketing che glorifichi per capire che la strada che ha preso l’attività di marketing da un po’ di tempo a questa parte è ne più ne meno che buttare fumo negli occhi e cercare di attirare qualche malcapitato magari un po’ psicolabile.”
All’interno del mio blog io commento (non glorifico…xkè non glorifico i santi…figurati le iniziative di marketing) delle azioni di comunicazione BTL. Il marketing è molto più ampio, e non si ferma alla leva della comunicazione (anche questo fa parte dell’ABC del mktg), ma va ben oltre. Il marketing, come affermavo prima, in primis ascolta e poi fornisce le risposte (prodotto/servizio) che meglio possano soddisfare i bisogni del consumatore. La comunicazione è un passaggio successivo: si dialoga con il consumatore e si mette alla sua attenzione il prodotto/servizio. Che lo si faccia mandando delle ragazze in giro per la città su di un letto mobile, o applicando dei 6X3 alla Circonvallazione, cosa cambia?? Nel primo caso c’è solo un PRO…ovvero si supera l’ostacolo dell’inflazione pubblicitaria. Ai giorni d’oggi siamo bombardati da messaggi pubblicitari in TV, Radio, Stampa e siamo stanchi, facciamo zapping, ci giriamo dall’altra parte. Allora cosa si sono inventati?? Un modo nuovo di fare pubblicità, di comunicare, in quei contesti, in quei luoghi e momenti in cui l’advertising consciousness è + bassa, e quindi si attira maggiormente l’attenzione dell’utente. Guarda che non c’è nulla di illegale, di immorale…è solo strategia. Nata dall’evidenza…dal fatto che se ieri bastavano 3 spot TV per colpire l’80% della popolazione USA, oggi ne servono centinaia!!
“All’esame aspettati che gli studenti dicano quello che vuoi, ma non offendere la mia intelligenza, oltretutto mostrando quel tono da arrogantucolo che ti assicuro non mi intimorisce nemmeno un po’.”
Non mi aspetto nulla agli esami, perchè non ci sarò. Non sono un assistente, ne un docente, niente di tutto ciò. Mi aspetto (e glielo auguro ai ragazzi) che si presentino all’esame con il giusto approccio mentale. Perchè il marketing non è una semplice disciplina, ma una forma mentis. Un tizio (forse psicolabile, come dici tu) disse: MARKETING IS ALL AROUND US!!
Ribadisco non volevo insultare ne intimorire nessuno…ho solo scritto il mio pensiero!
A presto, e buon lavoro!!
@ Emanuele, scrivere intere frasi in maiuscolo in questo magico mondo del www equivale ad urlare, è così più o meno da sempre
Che tu non lo sappia non è una scusante, ma una grave lacuna.
Per il resto, io vedo che le campagne di marketing cominciano sempre dopo la progettazione e messa in produzione del prodotto/servizio.
Le aziende non investono sul consumatore in progettazione più di quanto spendono per la macchinetta del caffè.
Il loro focus è *la concorrenza*.
Tizio fa una cosa che vende? Io cerco di farla con qualcosa in più. E’ sbagliato. Assolutamente no. Ma è atto limitante. In quanto il vero studio delle aziende è sui competitors, non sulle reali richieste di mercato, che troppo spesso sono viste come mera risposta ai prodotti.
Dire che il focus è sul cliente, è un bello slogan per mascherare la realtà.
E ti faccio un esempio concreto. Il minilaptop asus, seguito da quello acer, è un prodotto di grande successo. Da cosa nasce? Dai geni Asus? Da uno studio del mercato?
Nasce da mera imitazione e commercializzazione di un progetto benefico. Un’azienda produceva un minilaptop a 100$ con l’obbligo di comprarne due. Uno per te, uno sarebbe destinato ad uno studente di aree depresse.
Per funzionare la cosa aveva bisogno solo di qualche finanziatore, in quanto il laptop costava già di suo 100$.
Risultato? Azienda che toglie il progetto per mancanza di fondi e prodotto copiato da asus e spacciato come rivoluzionario, perchè asus ha tanti soldi e può far circolare informazioni false. E fra l’altro vende pure il prodotto a prezzi assurdi in Europa (il 4G700 è uscito a 199$ in USA, mente in Italia a 299€).
Ma la gente non del settore queste cose non le sa. Asus può publicizzarsi come azienda innovativa che permette a tutti di avere un laptop a poco prezzo, mentre nei fatti non è vero.
Ci vuole etica. Il marketing come lo teorizzate è buono, ma come un coltello può essere usato per dar da mangiare, questo è anche un arma mortale.
Ditele queste cose, create coscienza.
Le risorse sono limitate nel mondo, e se il marketing è messo in atto per creare valore fittizio nella testa delle gente, la cosa si risolverà in uno scompenso che prima o poi danneggerà tutti.
Caro Emanuele, sarò un sognatore, ma ho altrettanto buon senso per capire che le gnocche che dormono per strada sponsorizzate dallo shampoo poco servono a dialogare con il consumatore e capire quali sono i suoi bisogni da soddisfare.
@ Davidonzo:
[...]“scrivere intere frasi in maiuscolo in questo magico mondo del www equivale ad urlare, è così più o meno da sempre
Che tu non lo sappia non è una scusante, ma una grave lacuna.”
Caro davidonzo, ricordo la storia del MAIUSCOLO = GRIDARE ai tempi di C6, credo una delle prime chat…figurati che io avevo c.a. 13 anni.
Ma quei tempi sono passati, qui siamo in un blog…mica in una chat. Ti è mai venuto il sospetto che abbia potuto scrivere in maiuscolo per mettere in risalto quelle frasi? Un pò come il grassetto…(che questa piattaforma non ti permette di usare e quindi si cercano alternative). E’ dimostrato scientificamente che mettere in risalto delle parole/frasi/etc… all’interno di un testo, aiuta chi legge a fissarli bene nella memoria, perchè RISALTANO alla sua attenzione.
“Per il resto, io vedo che le campagne di marketing cominciano sempre dopo la progettazione e messa in produzione del prodotto/servizio.”
Che significa “le campagne di marketing”??? Credo che ci sia qualche “lacuna” qui…
[...]Tizio fa una cosa che vende? Io cerco di farla con qualcosa in più.[...]
Dicesi stereotipo…!!! E comunque…il primo che ha fatto il passo che ha realizzato quel qualcosa (che tutti vogliono imitare…) ha ascoltato il consumatore: altrimenti sarebbe stato un flop e nessuno l’avrebbe imitato. E’ normale che sul mercato ci sia un FIRST MOVER e dei FOLLOWER, fa parte del gioco. Ma sicuramente non significa che il focus è sulla concorrenza. La tieni in considerazione, perchè è ovvio…sono gli avversari..devi monitorarli, devi tenerli sotto controllo per cercare di rosicchiargli market share. Ma ciò non toglie che per avere successo devi saper ascoltare il tuo pubblico.
[...]Caro Emanuele, sarò un sognatore, ma ho altrettanto buon senso per capire che le gnocche che dormono per strada sponsorizzate dallo shampoo poco servono a dialogare con il consumatore e capire quali sono i suoi bisogni da soddisfare./
Chiudo con un’altra lacuna: in riferimento alla campagna della Jonhson & Jonhson di cui parli tu. 1) non sono le gnocche che vengono sponsorizzate dallo shampoo. Quelle sono attrici che vengono pagate per fare il loro lavoro, che la direzione Communication ha deciso di intraprendere; 2) l’azienda ci mette tutti i mezzi per farci capire il senso di una campagna di comunicazione (anche di un 6X3…non per forza Guerrilla Marketing) e del suo prodotto: e non mi sembra proprio sia uno SHAMPOO.
Caro Emanuele, amministro un forum con 34000 utenti iscritti, tutti italiani. Lasciatelo dire che i tempi del tuo C6 sono solo una fastidiosa svirgolatura di un mondo va molto oltre quello che tu hai vissuto.
Fai una semplice ricerca su internet, ne troverai conferma.
Per il resto, ti sei risposto da solo. Io parlo di fatti, con esempi concreti e dati di fatto, tu cerchi di arrampicarti sugli specchi facendo l’analisi del testo di quello che scrivo al fine di far apparire diverso quello che dico o quello che descrivo.
Io parlo di imitatori, tu li chiami follower. Parlo di gnocche e tu le definisci attrici sotto contratto (l’oscar quando?). Estrapoli una mia frase da un contesto preciso creando ad arte una lacuna, che però eviti di spiegare…
Vedi la differenza Emanuele. Io cerco di vedere le cose per come sono, nude e crude. Tu da uomo di marketing cerchi di farle apparire per come ti conviene.
Per il resto ti ringrazio del confronto che trovo comunque sempre stimolante e seppur i toni sono stati un po’ accesi, l’educazione (maiuscolo a parte) non è mai mancata.
Mi scuso anche con il prof. Galvagno per il fastidio che ho potuto arrecare alla sua attività didattica, ma da ex studente AEGI (con una media niente male nelle materie dell’area) ho visto questo spazio come la possibilità di far vedere il rovescio della medaglia.
Buona continuazione e studiate sul serio. Evitate di apprendere concetti, ma macinateli e fateli diventare pensiero elaborato.
http://www.guadagnosemplice.ws/
nell’ultimo minuto di questo video si parla di marketing apprezzerei una sua opinione su questo sito e sopratutto se ha a che vedere col marketing…
Cos’è il Marketing?
CREATIVITA’ RAZIONALE…
Perchè senza creatività, si rischia di essere uno tra tanti (numeri)
e senza razionalità, si rischia di essere come tanti creativi ma senza emergere come (numero)uno!
La creatività è la capacità di un’impresa di coinvolgere i propri potenziali clienti, di incuriosirli, di comunicare che può dare qualcosa in più (può essere il prodotto per le sue caratteristiche, un servizio di qualità, l’appartenenza ad uno status, ecc..). D’altra parte, si può essere anche il migliore ma se nessuno ti conosce o non ti capisce, non serve a nulla. E’ naturale che per fare ciò si dovrà studiare la domanda a cui ci si rivolge e non si può “sparare a muzzo” perchè si deve vendere…quando si lavora bene e con criterio, si vende…
Ed è in quest’ultimo punto che entra in gioco la razionalità…se non c’è criterio, non basta la creatività; devo sapere da dove parto, cosa voglio, se posso permettemelo e cosa raggiungere. Tradotto in termini più tecnici: conoscenza del mercato, dei concorrenti, dei segmenti a cui mi voglio rivolgere (è impossibile poter soddisfare tutti), se ho le competenze e le risorse per farlo, e infine quali sono i miei obiettivi d’azienda e di mktg. Penso che il segreto stia nella corrispondenza tra promesse che si comunicano e realtà aziendale.